Salta al contenuto principale

ZAMBIA E ZIMBABWE – TRA FIUMI E SAVANE SENZA FINE

  • Parco Nazionale di South Luangwa

Ci sono luoghi in cui la natura parla con voce antica, e ogni respiro sembra raccontare la storia primordiale del mondo. In questo viaggio di due settimane tra Zambia e Zimbabwe, ci lasciamo guidare dal ritmo selvaggio dell’Africa australe: i giorni si aprono al suono dei leoni in lontananza e si chiudono con il profumo del fuoco acceso sotto cieli immensi, trapunti di stelle. È un itinerario pensato per chi cerca la verità del continente nero, tra eleganza discreta e avventura pura, in campi che si fondono con il paesaggio e accolgono la vita che li circonda.

HWANGE – IL RESPIRO DELLA SAVANA

Il viaggio comincia nel cuore dello Zimbabwe, al Linkwasha Camp, dove l’arrivo in piccolo aereo sembra un ritorno alle origini. Dall’alto, la savana si stende come un mare dorato, attraversato da branchi in movimento. Ogni tenda è un rifugio intimo e raffinato, un miraggio di comfort immerso nel silenzio del Parco Nazionale di Hwange. Le mattine iniziano con la luce che filtra tra le acacie e un caffè fumante davanti all’orizzonte che si risveglia. Poi partiamo in jeep aperta, guidati da ranger esperti, alla ricerca degli elefanti, dei cani selvatici, dei leoni che riposano all’ombra, e dei ghepardi che guizzano tra le erbe alte.

Nel pomeriggio, il tempo rallenta: ci immergiamo nella piscina privata, osservando la fauna che si avvicina silenziosa all’acqua. Il crepuscolo è una cerimonia naturale: il cielo si tinge d’ambra, e il bush si riempie di voci invisibili. È qui, nel cuore di Hwange, che comprendiamo cosa significhi sentirsi parte del paesaggio, non spettatori, ma ospiti accolti in un equilibrio antico.

MANA POOLS – IL REGNO DEGLI ELEFANTI

Dal sud si vola verso nord, dove il possente fiume Zambesi traccia il confine tra due mondi. Il Ruckomechi Camp, affacciato sulle acque, è un santuario per i naturalisti e per gli elefanti che vagano liberi, curiosi e pacifici, fino alle docce all’aperto delle suite. Le giornate scorrono lente, tra escursioni in canoa che si insinuano tra gli ippopotami, safari notturni sotto un firmamento sterminato, e silenzi interrotti solo dal fruscio delle acque.

Sulla terrazza del lodge, al tramonto, sorseggiamo un gin tonic mentre il sole si riflette nel fiume, incendiandolo di luce. A pochi passi, gli ippopotami brontolano sommessamente, e un gruppo di babbuini si ritira verso gli alberi. Per chi desidera un incontro più intimo con la natura, il pernottamento al Parachute Pan offre un’esperienza autentica: dormire nel cuore della savana, tra i suoni e i profumi della notte africana.

TONGABEZI – IL FIUME DELL’ANIMA

Il viaggio prosegue in Zambia, lungo il corso dello Zambesi, dove sorge il Tongabezi Lodge. È un rifugio romantico, sospeso tra acqua e cielo, dove il tempo assume la dolcezza del fiume che scorre. Le giornate si riempiono di scoperte: safari tra le praterie, visite ai villaggi locali, esplorazioni in canoa che svelano la quiete profonda dell’Africa.

Da qui, l’avventura si eleva: un volo in elicottero privato sorvola le Cascate Vittoria, spettacolari e solenni, mentre la luce del pomeriggio le trasforma in arcobaleni evanescenti. La sera, il mondo si ferma. Ceniamo su un Sampan galleggiante, illuminato da candele tremolanti, mentre il sole scende lento oltre la linea dei cespugli. Il fiume canta una ninna nanna antica, e noi ci lasciamo cullare dalla sua voce.

LOWER ZAMBEZI E SOUTH LUANGWA – L’AFRICA PIÙ AUTENTICA

Nel Chongwe Camp, la natura è vicina, palpabile. I giorni si riempiono di avventure: safari a piedi tra le erbe alte, escursioni in barca lungo il fiume, battute di pesca al pesce tigre da condividere attorno al fuoco del campo. L’atmosfera è quella di un’Africa che sa ancora essere selvaggia, ma anche gentile, accogliente, piena di grazia.

Il viaggio culmina nel Chinzombo Camp, nel Parco Nazionale del South Luangwa. Per raggiungerlo, attraversiamo il fiume in barca, tra cespugli mossi dal vento e il richiamo lontano degli animali. Le ville open-space, immerse nella luce dorata del tramonto, si affacciano su una curva del fiume dove i leopardi cacciano silenziosi e le zebre si abbeverano. Le ultime ore scorrono lente, piene di gratitudine e di quiete.

Quando lasciamo l’Africa, portiamo con noi l’eco dei suoi suoni, il profumo della terra rossa, il senso profondo di aver toccato l’essenza della vita. Un viaggio non solo nello spazio, ma dentro noi stessi, tra la forza e la delicatezza del continente più antico del mondo.